Colloqui di orientamento

colloquio di orientamento — Dott. Cristiano Sacco

Il colloquio di orientamento è il punto di partenza che consiglio a chiunque si stia avvicinando alla psicologia per la prima volta — o anche a chi ha già avuto esperienze pregresse ma sente che ora qualcosa è cambiato. Si tratta di uno o pochi incontri (di norma 1-3) il cui obiettivo non è iniziare subito un percorso, ma capire insieme se e come un percorso può esserti utile.

A cosa serve davvero un colloquio di orientamento

Molte persone arrivano allo studio (fisicamente o virtualmente) con domande del tipo: “Ma è davvero un problema da psicologo? Forse esagero?” oppure “Non so nemmeno spiegare cosa sento, è normale?”. Il colloquio di orientamento serve esattamente a queste domande:

Come si svolge un colloquio

Il primo incontro dura circa 50 minuti. Inizio sempre chiedendoti cosa ti ha portato qui: a volte è un evento preciso (un attacco di panico, una crisi, una notizia), a volte un disagio diffuso che è cresciuto nel tempo. Ti ascolto senza fretta, senza giudicare. Faccio domande quando serve chiarire qualcosa, ma non c’è un questionario fisso da seguire: ogni storia merita di essere raccontata a modo suo.

Verso la fine del colloquio condivido con te una prima lettura di quello che mi hai raccontato — non una diagnosi (per quella servono valutazioni più approfondite), ma un’ipotesi di lavoro. Ti spiego se e come penso di poterti aiutare, quali strumenti userei, che durata indicativa potrebbe avere un eventuale percorso. E rispondo a tutte le tue domande sul mio modo di lavorare.

Se servono uno o due incontri aggiuntivi per chiarire meglio il quadro, te lo proponiamo insieme — ma non sei mai vincolato a nulla.

Cosa porti a casa anche solo da un orientamento

Anche se al termine dell’orientamento decidi di non proseguire (per qualsiasi motivo: tempistiche, costi, preferenza per un altro professionista, sensazione che non sia il momento), un colloquio fatto bene ti lascia qualcosa di concreto:

Modalità e costi

Domande frequenti

Devo sapere già di cosa parlare?

No. Molte persone arrivano dicendo “non so neanche da dove cominciare” — è normalissimo e ci penso io a guidare la conversazione. Basta che tu sia disponibile a raccontarti per come ti senti, anche in modo disordinato.

E se piango?

Succede spesso, soprattutto la prima volta. Lo studio è uno spazio sicuro per emozionarsi. Ho sempre fazzoletti a disposizione e tutto il tempo che serve.

Mi prescriverai farmaci?

No, lo psicologo non prescrive farmaci (lo fa il medico o lo psichiatra). Se ritengo che possa essere utile un consulto farmacologico, ti suggerirò di valutarlo con uno psichiatra di fiducia.

Quanti incontri di orientamento ci vorranno?

Nella maggior parte dei casi 1 incontro è sufficiente per decidere il da farsi. In alcune situazioni più complesse possono servirne 2-3, e te lo proporrò esplicitamente solo se utile.

Pronto a prenotare il tuo orientamento? Scrivimi dalla pagina contatti e troveremo insieme la prima disponibilità.

Fonti e riferimenti scientifici

I contenuti di questa pagina si rifanno a fonti istituzionali e scientifiche autorevoli: Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi e American Psychological Association — Cognitive Behavioral Therapy.

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