
Come psicologo per adolescenti accompagno ragazzi e ragazze (e i loro genitori) in una delle fasi più turbolente, trasformative e potenti della vita. È il momento in cui il cervello si riorganizza, l’identità si forma, le relazioni cambiano profondamente. È anche il momento in cui possono emergere le prime fragilità psicologiche serie — e in cui un intervento mirato può fare un’enorme differenza per tutta la vita futura.
Lavoro con adolescenti e giovani adulti (dai 14 ai 35 anni circa) e con i loro genitori, che spesso sono i primi a percepire che “qualcosa non va” senza sapere cosa fare. Il mio obiettivo è offrire uno spazio in cui i giovani si sentano capiti senza essere giudicati, e i genitori trovino strumenti concreti per accompagnare i propri figli con efficacia.
Quando ci si rivolge ad uno psicologo
Non tutto il “malessere adolescenziale” è patologico — anzi, una certa dose di crisi è fisiologica e necessaria. Ma alcuni segnali meritano attenzione professionale:
Sul piano emotivo
- Tristezza persistente per più di 2-3 settimane
- Esplosioni di rabbia sproporzionate o difficili da gestire
- Ansia che limita la vita scolastica o sociale
- Apatia, perdita di interesse per cose che prima piacevano
- Crisi di pianto frequenti senza causa apparente
Sul piano del corpo
- Cambiamenti significativi del rapporto col cibo (restrizione, abbuffate, vomito)
- Comportamenti autolesivi (tagli, bruciature)
- Sintomi psicosomatici frequenti (mal di pancia, mal di testa) senza cause mediche
- Cambiamenti drastici del sonno (insonnia o ipersonnia)
Sul piano del comportamento
- Crollo del rendimento scolastico improvviso
- Isolamento sociale crescente o, all’opposto, frequentazione di gruppi a rischio
- Uso di sostanze, alcol
- Comportamenti sessuali a rischio
- Uso eccessivo e disregolato di smartphone, social, videogiochi
- Pensieri di morte espressi anche solo “scherzando”
Importante: i pensieri di morte, anche fugaci, non vanno mai sottovalutati né “normalizzati”. Se tuo figlio ha espresso pensieri di questo tipo, vale la pena consultare un professionista anche solo per una valutazione.
Come lavoro con gli adolescenti e giovani adulti
Lavorare con gli adolescenti e giovani adulti richiede competenze diverse a seconda del caso. Alcuni principi che guidano il mio lavoro:
1. Costruire fiducia prima di tutto
Molti adolescenti arrivano in studio per scelta dei genitori e con la classica diffidenza (“non ho niente da dirti”, “non puoi capire”). Il primo lavoro è dimostrare con i fatti — non a parole — che lo studio è uno spazio davvero loro, dove non vengono giudicati, dove ciò che dicono non viene riportato ai genitori senza il loro consenso esplicito.
2. Setting flessibile, linguaggio diretto
Non uso un “linguaggio clinico” formale: parlo con gli adolescenti come si parla nella vita reale, con concretezza e a volte con ironia. Le sedute possono includere strumenti diversi: disegno, scrittura, esercizi pratici, role-play, uso strategico di esempi tratti da film o serie TV che conoscono.
3. Percorso adattato all’adolescenza o alla fase della vità che si sta attraversando
Gli strumenti cognitivi sono particolarmente efficaci perché parlano un linguaggio che i giovani capiscono: “fai una cosa diversa, osserva cosa succede, valuta i risultati”. Lavoriamo su ansia, autostima, gestione delle relazioni, regolazione emotiva, gestione di scuola e prestazione.
Il ruolo dei genitori
Il lavoro con gli adolescenti quasi sempre include i genitori, ma in modo diverso da come potresti immaginare. Non per “fare la spia” su cosa dice tuo figlio — quello violerebbe la riservatezza del percorso — ma per:
- Restituirvi una lettura generale del momento che vostro figlio sta attraversando.
- Suggerirvi modifiche concrete nel modo di comunicare, gestire i conflitti, definire le regole.
- Aiutarvi a riconoscere i vostri stessi pattern che possono inavvertitamente alimentare il problema.
- Sostenervi in un ruolo che — non lo dicono mai abbastanza — è uno dei più difficili al mondo.
Ho disponibilità anche per colloqui solo con i genitori, senza il figlio, quando il giovane non vuole intraprendere un percorso ma i genitori hanno bisogno di strumenti per gestire la situazione familiare.
Quando coinvolgere lo psichiatra
In alcuni casi (depressione grave, disturbi alimentari conclamati, ideazione suicidaria, episodi psicotici) è opportuno un consulto con uno psichiatra dell’età evolutiva in parallelo al percorso psicologico. Se la situazione lo richiede, vi indirizzo a colleghi medici di fiducia.
Come iniziare
Se sei un genitore preoccupato, il primo passo che ti consiglio è prenotare un colloquio di orientamento (solo per te o tuo partner): in un’ora possiamo capire insieme se la situazione richiede un intervento, di che tipo, e come proporlo a tuo figlio.
Se sei tu l’adolescente o il giovane adulto che ha trovato questa pagina: complimenti per esserci arrivato. Scrivimi direttamente — anche solo per fare due domande. Non sei obbligato a niente.
Fonti e riferimenti scientifici
I contenuti di questa pagina si rifanno a fonti istituzionali e scientifiche autorevoli: Istituto Superiore di Sanità, Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi e American Psychological Association — Cognitive Behavioral Therapy.
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